A diciassette giorni dall’inizio dei Coppa del Mondo FIFA 2026, l’ipotesi di un clamoroso ripescaggio dell’Nazionale di calcio dell'Italia continua ad agitare il dibattito mediatico internazionale. A rilanciare ancora una volta questa possibilità è stato Paolo Zampolli, imprenditore milanese molto vicino a Donald Trump e oggi inviato speciale americano per le partnership globali.

Ospite del podcast di Fedez e Mr. Marra, Zampolli ha ribadito di non aver abbandonato il “sogno” di vedere gli azzurri ai Mondiali, nonostante l’eliminazione sportiva e la situazione ormai logisticamente quasi impossibile.

«Io sono italiano, forza azzurri», ha dichiarato. «Ho suggerito al presidente, e poi informato Gianni Infantino, che nel caso succedesse qualcosa sarebbe giusto avere l’Italia, una nazionale che ha vinto quattro Mondiali».

Il punto centrale del ragionamento di Zampolli riguarda soprattutto la delicata posizione dell’Nazionale di calcio dell'Iran, qualificata alla competizione ma ancora al centro di tensioni diplomatiche con gli Stati Uniti, che organizzeranno il torneo insieme a Canada e Messico.

Secondo quanto riferito dall’inviato americano, sarebbero state proprio alcune condizioni avanzate dall’Iran a creare irritazione all’interno dell’amministrazione Trump. «L’Iran ha messo una lista di dieci condizioni», ha spiegato Zampolli. «Mi sembra che queste dieci condizioni siano un po’ troppe. Infatti qualcuno mi ha detto che al presidente non sono proprio piaciute».

Il nodo riguarda soprattutto ingressi, visti e sicurezza della delegazione iraniana negli Stati Uniti, in un quadro internazionale ancora molto fragile dopo mesi di tensioni geopolitiche e negoziati sul cessate il fuoco.

Zampolli ha citato anche le parole del segretario di Stato americano Marco Rubio: «I giocatori iraniani sono benvenuti senza problemi. Diverso il discorso per alcuni membri della delegazione inseriti nelle liste terroristiche».

Dal punto di vista regolamentare, la FIFA mantiene una discrezionalità molto ampia in caso di esclusione di una nazionale qualificata. Tuttavia, a meno di tre settimane dal torneo, un eventuale ripescaggio dell’Italia appare estremamente improbabile, anche per motivi organizzativi, tecnici e sportivi.

Eppure Zampolli continua a crederci. «Mi hanno spiegato che la gente va a vedere Messi, non me», ha scherzato. «Ma avere l’Italia, con tutto il suo pedigree e la sua storia, sarebbe importante. Io quel sogno ce l’ho ancora».

Nelle ultime ore, infatti, è tornata a circolare con forza l’ipotesi di un possibile ripescaggio degli Azzurri legato anche alla delicata situazione sanitaria che sta colpendo la Repubblica Democratica del Congo. Tra allarmi sanitari, restrizioni internazionali e scenari ancora tutti da definire, il tema sta facendo discutere tifosi, media e addetti ai lavori. E intanto anche la Rai osserva la situazione con grande attenzione, consapevole dell’enorme impatto televisivo che avrebbe la presenza della Nazionale azzurra al torneo più atteso dell’anno. Scopriamo tutti gli ultimi aggiornamenti.

La situazione sanitaria nella Repubblica Democratica del Congo sta creando forte preoccupazione anche in ambito sportivo. Il nuovo allarme Ebola, infatti, potrebbe avere conseguenze indirette pure sul percorso verso i Mondiali del 2026, soprattutto considerando che gli Stati Uniti stanno mantenendo controlli molto rigidi sugli ingressi da alcune aree considerate sensibili.Secondo le indiscrezioni circolate nelle ultime ore, la nazionale congolese starebbe valutando soluzioni alternative per preparare il torneo lontano dal proprio Paese, proprio per evitare problemi logistici e sanitari.