La provincia di Cosenza si conferma il principale bacino di domanda turistica della Calabria. È quanto emerge da un'elaborazione realizzata da Vamonos Vacanze, tour operator specializzato nelle vacanze di gruppo, secondo cui nel 2026 le famiglie cosentine potrebbero generare circa 981 milioni di euro di spesa destinata a viaggi e vacanze, in Italia e all'estero. Va precisato che non si tratta di una rilevazione diretta della spesa effettivamente sostenuta dalle famiglie né di un dato ufficiale certificato da enti pubblici.

La cifra deriva da una stima elaborata dal tour operator a partire dalle previsioni di crescita del comparto turistico diffuse da Demoskopika, integrate con indicatori territoriali relativi a popolazione residente, reddito disponibile, capacità di spesa e propensione al viaggio. Per la costruzione del modello sono stati utilizzati dati proprietari di Vamonos Vacanze insieme a informazioni provenienti da Istat, Banca d'Italia ed Eurostat.

I valori riportati rappresentano quindi una proiezione della potenziale spesa turistica delle famiglie nel 2026 e non una misurazione effettiva dei consumi. Secondo questa elaborazione, Cosenza occupa il 33° posto nella graduatoria nazionale ed è la prima provincia calabrese per capacità di spesa turistica stimata.

Alle sue spalle si colloca Reggio Calabria con 751 milioni di euro e il 44° posto nazionale. Seguono Catanzaro con 498 milioni di euro (71° posto), Crotone con 222 milioni (103° posto) e Vibo Valentia con 207 milioni di euro (105° posto).

La classifica calabrese della spesa turistica stimata per il 2026 è la seguente:

  1. Cosenza – 981 milioni di euro
  2. Reggio Calabria – 751 milioni di euro
  3. Catanzaro – 498 milioni di euro
  4. Crotone – 222 milioni di euro
  5. Vibo Valentia – 207 milioni di euro

Nel complesso, le cinque province calabresi superano i 2,65 miliardi di euro di spesa turistica potenziale, con la sola provincia di Cosenza che rappresenterebbe oltre un terzo dell'intera domanda regionale stimata.

A livello nazionale la graduatoria è guidata da Milano (10,7 miliardi di euro), Roma (8,6 miliardi) e Torino (5,2 miliardi), a conferma di come la capacità di spesa turistica continui a concentrarsi nelle aree caratterizzate da redditi più elevati e maggiore propensione ai viaggi.