Il presidente della confederazione nazionale degli artigiani per la provincia di Cosenza invita i comuni a diversificare le manifestazioni che promuovono i prodotti locali: «Dobbiamo avere il coraggio di inventare, non di imitare»
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di Michele Marchese*
In Calabria abbiamo una fortuna che pochi territori al mondo hanno. Abbiamo mille tradizioni e mille prodotti: dal peperoncino alla cipolla di Tropea, dai funghi della Sila alla liquirizia, dalle castagne ai fichi, dagli agrumi ai vini, ai salumi... centinaia di eccellenze della nostra terra. Eppure non abbiamo la capacità di esaltarle davvero e di pubblicizzarle come meritano.
Mi spiego meglio. Il Comune di Diamante è stato tra i primi, con grande intuizione, a valorizzare il peperoncino attraverso il suo Festival. Il Comune di Cirella, tra i primi a far conoscere i vini della nostra regione con "Calici sotto le stelle". Sono state idee originali, magari prendendo anche spunto da altre regioni, per carità, ma nate per dare un'identità al proprio territorio.
E allora mi chiedo: com'è possibile che oggi, in tanti altri comuni, si ripetano sempre gli stessi eventi? La stessa festa del peperoncino, la stessa festa del vino, la stessa festa del cioccolato, la stessa festa della birra... un continuo copia-incolla? Ma è mai possibile che un comune, o chi organizza eventi, non riesca a pensare a una sagra nuova, a una festa nuova, a un'idea nuova che valorizzi un altro prodotto del nostro territorio che ancora non è stato raccontato?
La Calabria non ha bisogno di cinquanta copie dello stesso evento. Ha bisogno di cinquanta idee diverse. Ogni paese ha un prodotto, una storia, un sapore che può diventare un grande evento nazionale. Dobbiamo avere il coraggio di inventare, non di imitare. Solo così la Calabria intera cresce, senza farsi concorrenza da sola.
*Presidente CNA Cosenza

