Si chiude con un accordo il confronto aperto al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali sulla vertenza Konecta R., con il via libera al ricorso alla Cigs per crisi aziendale per un massimo di 654 lavoratori impiegati nelle attività di dematerializzazione delle cartelle cliniche della Regione Calabria. L’intesa è stata sottoscritta il 9 aprile 2026 al termine dell’esame congiunto previsto dall’articolo 24 del decreto legislativo 148 del 2015.

Il trattamento di integrazione salariale sarà richiesto a partire dal 10 aprile 2026 e fino al 31 dicembre 2026. La misura riguarda i dipendenti delle sedi di Crotone, Rende e Settingiano, in una fase considerata delicata per la tenuta occupazionale del progetto industriale nato dopo la crisi di Abramo Customer Care.

I numeri dell’accordo: 654 lavoratori coinvolti tra Crotone, Rende e Settingiano

Nel verbale si legge che il ricorso alla Cigs interesserà un numero massimo di 654 lavoratori, così distribuiti: 387 a Crotone, 180 a Rende e 87 a Settingiano. Si tratta delle risorse impiegate nelle attività di dematerializzazione delle cartelle cliniche della Regione Calabria, considerate oggi il segmento maggiormente esposto alla fase di difficoltà aziendale.

La sospensione potrà arrivare fino a zero ore, nel limite dell’80 per cento delle ore lavorabili, mentre i lavoratori saranno individuati sulla base delle esigenze tecnico-organizzative e produttive dell’azienda. Nel verbale viene inoltre precisato che si potrà fare ricorso anche alla rotazione, tenendo conto della fungibilità dei profili professionali in relazione alle necessità operative.

L’azienda: «Manca visibilità su nuove lavorazioni nel breve e medio termine»

Durante l’incontro al Ministero, i rappresentanti di Konecta R. hanno spiegato che la richiesta di accesso alla misura di sostegno al reddito si rende necessaria per l’approssimarsi della conclusione dell’attività legata ai servizi di dematerializzazione delle cartelle cliniche e per la mancanza di certezze sulla prosecuzione del progetto o sull’attivazione di nuove lavorazioni nel breve e medio periodo.

Secondo quanto riportato nel verbale, questa condizione di difficoltà sarebbe aggravata dalla «totale assenza di visibilità» su attività ulteriori connesse allo stesso percorso industriale. Da qui la scelta di chiedere l’attivazione della Cigs come strumento per gestire in modo non traumatico gli esuberi e provare a salvaguardare i livelli occupazionali sul territorio calabrese.

Il progetto nato dopo la crisi Abramo Customer Care

Nel documento ministeriale viene ricostruito anche il contesto da cui nasce l’attuale presenza di Konecta in Calabria. La società, che opera nel settore dei servizi di Business Process Outsourcing e di supporto ai processi amministrativi e documentali, era stata coinvolta nel percorso di gestione della crisi occupazionale di Abramo Customer Care S.p.A. in amministrazione straordinaria.

In base all’accordo sottoscritto il 19 dicembre 2024 presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, richiamato nel verbale, a Konecta erano state affidate, a seguito di procedura competitiva, le attività relative al servizio di dematerializzazione delle cartelle sanitarie della Regione Calabria. Un progetto che, secondo quanto dichiarato dalla Regione Calabria durante il tavolo, sarebbe stato finanziato con 30 milioni di euro.

A seguito di quell’affidamento, Konecta si era fatta carico di assumere personale già in forza ad Abramo Customer Care, nell’ambito di un percorso condiviso con parti sociali e istituzioni e finalizzato alla tutela dell’occupazione.

Dalle 894 assunzioni ai 839 occupati attuali

Nel verbale si ricorda che Konecta aveva inizialmente assunto 894 lavoratori sulle sedi di Crotone con 574 addetti, Rende con 231 e Settingiano con 89. Attualmente, però, la società dichiara di occupare complessivamente 839 lavoratori sul territorio regionale.

Di questi, proprio i 654 oggi interessati dalla richiesta di ammortizzatore sociale risultano impegnati sulle attività di dematerializzazione delle cartelle cliniche, che rappresentano il cuore del progetto industriale e, allo stesso tempo, il fronte su cui si concentrano le attuali criticità.

Il piano di risanamento e le nuove attività ipotizzate

Per accompagnare la richiesta di Cigs, Konecta R. ha predisposto un piano di risanamento, allegato al verbale, che punta a dare continuità all’attività in Calabria. Nel documento vengono indicate, in sintesi, alcune linee di sviluppo: l’avvio di nuove iniziative nazionali, l’estensione della dematerializzazione ad altri archivi regionali e la realizzazione di servizi di assistenza ai cittadini, come per esempio il numero verde unico.

L’obiettivo dichiarato dall’azienda è rendere sostenibile la prosecuzione del progetto industriale e consolidare sul territorio calabrese un’attività legata alla digitalizzazione degli atti documentali della pubblica amministrazione. Il verbale richiama anche l’«impossibilità di accedere al Fondo di solidarietà bilaterale per la filiera delle Telecomunicazioni», elemento che ha portato le parti a convergere sulla Cigs per crisi aziendale.

Le condizioni dell’intesa: anticipo del trattamento e verifiche trimestrali

Nel testo dell’accordo vengono fissate anche alcune condizioni operative. La società anticiperà il trattamento ai lavoratori alle normali scadenze di paga, mentre gli istituti contrattuali matureranno proporzionalmente all’attività lavorativa svolta.

Le parti hanno inoltre convenuto di monitorare l’utilizzo dell’ammortizzatore sociale con incontri di verifica, di norma a cadenza trimestrale, su richiesta di una delle stesse. Un passaggio importante, perché conferma la volontà di mantenere aperto il confronto durante tutto il periodo di utilizzo della misura.

Escluso il contratto di solidarietà

Nel verbale viene chiarito anche che, alla luce della situazione aziendale, non è possibile fare ricorso al contratto di solidarietà ai sensi dell’articolo 21 del decreto legislativo 148 del 2015. Per questo le parti hanno ritenuto necessario percorrere la strada della Cigs per crisi aziendale, come rifinanziata dalla legge di Bilancio 2026.

L’onere stimato dalla società per coprire l’utilizzo della misura viene quantificato in 4,3 milioni di euro.

Il Ministero chiude la procedura, ora la domanda formale

Con la sottoscrizione del verbale, le parti hanno dichiarato concluso con accordo l’esame congiunto previsto dalla normativa. Il Ministero del Lavoro, preso atto dell’intesa raggiunta, ha quindi dichiarato chiusa la procedura nel limite delle risorse stanziate dalla legge di Bilancio 2026.

La Direzione Generale dei Rapporti di Lavoro e delle Relazioni Industriali trasmetterà ora l’accordo alla Divisione III della Direzione Generale degli Ammortizzatori Sociali per la fase istruttoria e decisoria di competenza. Resta fermo, come precisato nel verbale, l’onere per l’azienda di presentare la relativa richiesta attraverso il canale Cigs online.