La donna, originaria di Tropea e residente a Longobardi, era stata operata pochi giorni prima in una struttura dell’alto Tirreno cosentino. All’alba di giovedì la corsa allo Jazzolino, tre arresti cardiaci poi il drammatico epilogo. Lascia il marito e un figlio di quattro anni
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Si chiamava Romania Piccolo, aveva 42 anni ed era originaria di Tropea. È morta all’ospedale Jazzolino di Vibo Valentia dove era ricoverata in Rianimazione dopo essere arrivata al Pronto soccorso con una violenta emorragia, insorta alcuni giorni dopo le dimissioni da una clinica dell’alto Tirreno cosentino dove era stata sottoposta a un intervento chirurgico addominale.
La salma della donna è stata sequestrata e questa mattina, venerdì 11 settembre, i carabinieri hanno acquisito la documentazione clinica. Gli accertamenti dovranno ora chiarire cosa sia accaduto e soprattutto quale sia stata l’origine dell’emorragia che non le ha lasciato scampo.
Romania, dopo l’intervento e il successivo periodo di ricovero, era tornata nella sua casa di Longobardi, frazione di Vibo Valentia, dove viveva con il marito, sposato nel 2017, e il loro bambino di appena quattro anni.
La corsa allo Jazzolino
La situazione è precipitata all’alba di ieri. Intorno alle 6 la 42enne è arrivata al Pronto soccorso dell’ospedale di Vibo Valentia accompagnata dal marito. Aveva una grave emorragia in corso e le sue condizioni sono apparse immediatamente critiche.
È cominciata così una corsa contro il tempo per tentare di salvarle la vita. Durante le manovre di soccorso la donna avrebbe avuto tre arresti cardiaci ed è stata intubata. I sanitari hanno tentato di stabilizzarla e, di fronte a un quadro ormai disperato.
Ogni tentativo, però, si è rivelato inutile. La 42enne è morta nonostante gli sforzi dei medici.
Le indagini tra Vibo e il Cosentino
Adesso sulla vicenda sono in corso accertamenti. I carabinieri hanno acquisito la documentazione sanitaria relativa alla donna e le verifiche si sviluppano tra Vibo Valentia e Paola, nel Cosentino, dove si trova la struttura privata nella quale Romania era stata operata nei giorni precedenti.
Sarà l’inchiesta a ricostruire la sequenza degli eventi, dalle condizioni della paziente dopo l’intervento fino alle dimissioni e alla successiva emorragia, e a stabilire se esista o meno un collegamento tra quanto accaduto durante il precedente ricovero e il decesso.

