Il Cosenza è pronto a mettere le mani su Mattia Almaviva, attaccante classe 2006 rimasto svincolato dopo la conclusione della sua lunghissima esperienza con la Roma. L’operazione è ormai in dirittura d’arrivo ed il ventenne dovrebbe legarsi ai rossoblù attraverso un contratto triennale. Un investimento di prospettiva voluto dal nuovo corso guidato dal direttore sportivo Fabio Lucioni e dall’allenatore Federico Coppitelli.

Il nome di Almaviva è legato a una delle immagini più emozionanti della storia recente della Roma. Era il 28 maggio 2017, giorno dell’ultima partita di Francesco Totti, quando il capitano giallorosso, davanti a circa 70mila spettatori presenti all’Olimpico, si tolse la fascia e la mise al braccio dell’allora undicenne Mattia, capitano più giovane del settore giovanile romanista. Un passaggio di consegne simbolico verso un bambino nato nel 2006, proprio nell’anno del Mondiale vinto da Totti con l’Italia.

Non si trattò di una scelta casuale. Totti conosceva già le qualità del ragazzo e successivamente lo accolse per circa un anno nella propria agenzia. Parlando di Almaviva, l’ex numero dieci arrivò a confessare che alla stessa età non era così bravo, sottolineando come Mattia fosse capace di fare ciò che voleva «con la palla tra i piedi». Un’investitura affascinante, ma anche un’etichetta pesante che il giovane ha dovuto imparare a gestire durante tutta la sua crescita.

Una vita a Trigoria

Nato a Roma il 3 febbraio 2006, Almaviva ha mosso i primi passi nel Savio, dove giocava sotto età e riusciva già a fare la differenza. In un torneo disputato a Varsavia segnò due reti nella finale vinta contro il Barcellona, attirando persino l’attenzione del club catalano. Entrato giovanissimo nel vivaio della Roma, ha completato tutta la trafila fino alla Primavera, vincendo lo Scudetto Under 16 e successivamente quello Under 17, oltre a diventare capitano dell’Under 18.

Nel marzo del 2024 ha firmato il primo contratto da professionista e pochi mesi dopo Daniele De Rossi lo ha aggregato alla prima squadra per la trasferta australiana di Perth, facendolo scendere in campo nell’amichevole contro il Milan. Nell’aprile del 2025 si è preso nuovamente la scena realizzando una spettacolare tripletta in meno di dieci minuti nel 9-0 della Primavera giallorossa contro l’Udinese. Nell’ultima stagione ha raccolto 26 presenze, tre gol e sette assist, nonostante alcuni problemi fisici ne abbiano condizionato la continuità.

Le caratteristiche tecniche

Destro naturale, Almaviva è principalmente un trequartista o una seconda punta, ma può essere impiegato anche sulle corsie offensive. Non è un centravanti di peso: ama ricevere tra le linee, girarsi rapidamente e puntare la porta, sfruttando tecnica individuale, dribbling, inventiva e qualità nell’ultimo passaggio. Nel corso della sua formazione è stato utilizzato anche da ala destra, ala sinistra e falso riferimento centrale.

La struttura fisica non imponente dovrà essere compensata attraverso intensità, rapidità di pensiero e continuità. Il talento, però, non è mai stato messo in discussione. La separazione dalla Roma è arrivata anche per l’impossibilità di proseguire in Primavera e per la mancata creazione di una squadra Under 23 giallorossa. Il Cosenza ha così la possibilità di assicurarsi gratuitamente un calciatore ancora giovanissimo e di proteggerne il valore attraverso un accordo pluriennale.

A Cosenza non arriverà “l’erede di Totti”, definizione tanto suggestiva quanto ingombrante, ma un ragazzo chiamato finalmente a misurarsi con il calcio professionistico. Dopo una vita trascorsa a Trigoria, Almaviva è pronto a iniziare dal rossoblù la parte più importante della propria carriera.