Il consigliere regionale e vicepresidente nazionale Isde invita i Comuni a cogliere l’occasione dei finanziamenti europei
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Il consigliere regionale Ferdinando Laghi
I Comuni calabresi hanno tempo fino al 24 giugno per aderire al Piano nazionale di ripristino della natura e aprire la strada alla possibilità di accedere a finanziamenti europei destinati alla rigenerazione ambientale dei territori. A richiamare l’attenzione dei sindaci è Ferdinando Laghi, consigliere regionale, segretario questore del Consiglio regionale e vicepresidente nazionale di Isde Italia – Medici per l’Ambiente.
Laghi ha inviato una posta elettronica certificata a tutti i sindaci della Calabria per segnalare una scadenza che, a suo giudizio, rischia di passare inosservata ma che può rappresentare un’occasione importante per i territori.
Laghi scrive ai sindaci calabresi
«In questi giorni ho inviato una posta elettronica certificata a tutti i sindaci della Calabria», dichiara Ferdinando Laghi. «Una comunicazione indirizzata personalmente a ciascun Comune per richiamare l’attenzione su una scadenza di grande rilevanza che rischia di passare inosservata».
Il riferimento è alla possibilità, per ogni amministrazione comunale italiana, di aderire al Piano Nazionale di Ripristino della Natura, lo strumento attraverso cui l’Italia dà attuazione al Regolamento europeo 2024/1991, la cosiddetta Nature Restoration Law.
«Ho ritenuto doveroso promuovere questa opportunità anche nella mia veste di vicepresidente nazionale di Isde Italia – Medici per l’Ambiente», aggiunge Laghi, sottolineando il lavoro dell’associazione nel portare questa proposta all’attenzione degli enti locali di tutta Italia.
Il Piano nazionale di ripristino della natura
Secondo Laghi, il regolamento europeo introduce un obiettivo concreto: intervenire sugli ecosistemi degradati, restituire suolo permeabile alle città, ridare respiro a fiumi, coste e terreni agricoli.
«Il Regolamento europeo del 2024 fissa un obiettivo a lungo trattato solo nei convegni: rimettere in salute gli ecosistemi degradati», spiega il consigliere regionale. «Per l’Unione il traguardo è preciso: almeno il 20 per cento delle terre e dei mari entro il 2030, tutti gli ecosistemi che ne hanno bisogno entro il 2050».
Il Piano nazionale di ripristino rappresenta la traduzione italiana di questo impegno. Il Ministero dell’Ambiente sta raccogliendo i contributi dei territori e la bozza dovrà arrivare alla Commissione europea entro il 1° settembre.
«L’adesione non costa nulla»
Nella comunicazione inviata ai sindaci, Laghi spiega che i Comuni tenuti per legge ad applicare il Piano sono oggi soltanto 2.761 su oltre 7.800. Tutti gli altri, compresa la gran parte dei Comuni calabresi, restano fuori se non scelgono di aderire volontariamente.
«L’adesione non costa nulla e non impegna il Comune ad alcunché, se non alla presentazione dei progetti di rigenerazione territoriale», sottolinea il consigliere regionale. «Chi non aderisce adesso, presentando progetti specifici, quei fondi non potrà nemmeno richiederli».
Per Laghi, dunque, la scadenza del 24 giugno diventa un passaggio decisivo: senza l’adesione, i Comuni rischiano di restare esclusi da una potenziale linea di finanziamento comunitario.
Calabria fragile, l’appello contro i ritardi
Il consigliere regionale lega l’appello alla condizione ambientale della Calabria, segnata da fragilità idrogeologica, consumo di suolo, criticità lungo coste e pianure e dissesti che ogni anno tornano a pesare sui territori.
«Una regione con la nostra fragilità idrogeologica, con un consumo di suolo che continua a mordere coste e pianure, con i dissesti che ogni autunno mettiamo in conto come se fossero inevitabili, non può guardare altrove», afferma Laghi.
L’invito ai sindaci è quindi diretto: aderire al Piano, presentare progetti di rigenerazione territoriale e farlo entro la scadenza prevista. Per il consigliere regionale, la procedura è semplice e si completa sul portale del Ministero dell’Ambiente, nella sezione dedicata al Piano nazionale di ripristino.
Fondi europei e rigenerazione dei territori
L’obiettivo, nella lettura di Laghi, è coinvolgere i territori calabresi in una sfida ambientale che riguarda non solo la tutela della natura, ma anche la sicurezza delle comunità e la qualità della vita delle future generazioni.

