Domani Cosenza diventa il punto di incontro regionale per parlare di rifiuti non come problema, ma come leva di sostenibilità e buona amministrazione. Giovedì 26 febbraio 2026, a partire dalle 9.30, nella Sala Nova del Palazzo della Provincia di Cosenza (Piazza XV Marzo, 5), si terrà l’8ª edizione di Ecoforum Calabria, appuntamento dedicato alle politiche di gestione dei rifiuti e alle strategie per lo sviluppo sostenibile dei territori.

“Rifiuti in circolo”: chi promuove e chi apre i lavori

L’iniziativa, dal titolo “Rifiuti in circolo: soluzioni per un territorio sostenibile”, è promossa da Legambiente Calabria e Comuni Ricicloni Calabria, con il patrocinio della Provincia di Cosenza. L’obiettivo è mettere attorno allo stesso tavolo istituzioni, enti pubblici, amministratori ed esperti.

Ad aprire i lavori saranno i saluti istituzionali del presidente della Regione Roberto Occhiuto, dell’assessore regionale all’Ambiente Antonio Montuoro, del presidente della Provincia Giancarlo Lamensa e del sindaco di Cosenza Franz Caruso.

Il confronto centrale sarà dedicato al tema “Le politiche dei rifiuti ed il potenziale dei territori. Criticità ed esperienze virtuose in Calabria”. A moderare sarà Laura Brambilla, responsabile nazionale Comuni Ricicloni di Legambiente, con introduzione affidata ad Anna Parretta, presidente di Legambiente Calabria.

Sono previsti interventi di Salvatore Siviglia (dirigente generale Dipartimento Ambiente Regione Calabria), Michelangelo Iannone (direttore generale Arpacal), Nicola Fiorita (presidente Arrical), Francesco Sicilia (direttore generale Unirima), Maria Concetta Dragonetto (CONAI, Area Piani di sviluppo R.D. Centro-Sud Italia), Antonio Nicoletti (responsabile Aree protette Legambiente).

Le conclusioni saranno affidate ad Andrea Minutolo, responsabile scientifico nazionale di Legambiente.

Nel corso della mattinata sarà presentato anche il dossier “Comuni Ricicloni Calabria”, a cura di Emilio Bianco, coordinatore Ecoforum regionali di Legambiente. A seguire, la premiazione dei Comuni “Rifiuti free”, cioè quei centri dove la raccolta differenziata raggiunge almeno il 65% e, soprattutto, dove ogni cittadino produce al massimo 75 kg di secco residuo all’anno.